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ZONA FRANCA PESCARA: CNA SU STOP DELL’UE

22 dic – Pescara – «Se fosse confermato lo stop imposto dall’Unione europea al governo italiano sull’istituzione delle Zone franche urbane, tra cui quella di Pescara, ci troveremmo di fronte a un caso a metà strada tra il dilettantismo e l’irresponsabilità». Lo affermano in una nota il presidente e il direttore della Cna di Pescara, Riccardo Colazilli e Carmine Salce, secondo i quali le dichiarazioni del vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, «gettano nello sconcerto quanti, in questi mesi, avevano seguito con attenzione l’intero iter procedurale relativo all’istituzione della “Zfu” pescarese, inserita nello stesso provvedimento con altre realtà urbane italiane. E’ quasi impossibile immaginare che il governo, che pure il 28 ottobre scorso ha presentato alla pubblica opinione l’accordo per la loro istituzione, alla presenza oltretutto delle associazioni d’impresa e dei sindaci delle 23 città interessate, tra cui quello di Pescara Luigi Albore Mascia, per la firma del contratto d’avvio, si veda adesso costretto a un dietrofront, sotto la spinta delle contestazioni dell’Ue. Contestazioni che hanno determinato la cancellazione dei decreti attuativi delle Zfu dal cosiddetto “Milleproroghe”». «Il 28 ottobre scorso – proseguono i due – il ministro Claudio Scajola si era spinto a usare perfino espressioni (“Per la prima volta in Italia prevediamo per i quartieri più piccoli e degradati un sostanzioso pacchetto di agevolazioni per incentivare la nascita di nuove imprese fino a 50 addetti”, o anche “ Il rigore e la trasparenza adottata per l’individuazione dei quartieri svantaggiati con la collaborazione delle Regioni ha già permesso di notificare e di ottenere, in tempi molto rapidi, l’autorizzazione della Commissione Europea. Due risultati importanti e nient’affatto scontati, ottenuti grazie all’azione svolta da questo ministero nella corrente legislatura”, come si legge nei comunicati ufficiali del ministero) che rilette alla luce dello stop lasciano stupefatti».
A detta di Colazilli e Salce, «se davvero in fase di attuazione delle “Zfu”, il governo fosse incorso nell’errore di modificare il regime di aiuti che vige all’interno dell’Unione europea, fino a rendere impraticabile l’avvio del provvedimento, i pochi giorni a disposizione da qui alla fine dell’anno devono servire a riallineare il programma alle indicazione comunitarie. E’ appena il caso di ricordare che l’eventuale, mancata realizzazione della “Zfu” – che a Pescara insiste su un’area cittadina, come quella a cavallo tra i quartieri 1 e 3, a forte disagio sociale – avrebbe conseguenze davvero devastanti sulle prospettive di sviluppo della città, senza contare la perdita secca e immediata di benefici fiscali, a vantaggio delle piccole imprese e dei professionisti per lo sviluppo dell’occupazione, per oltre 2 milioni di euro, sia per il 2008 che per il 2009. Facciamo infine appello al primo cittadino di Pescara, affinché segua da vicino gli sviluppi di una vicenda che da occasione di sviluppo rischia di tramutarsi in boomerang. Positivo l’impegno bipartizan, assunto da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, di discutere in aula un documento politico sul caso».

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