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DRAGAGGIO PORTO PESCARA, ISPRA AL LAVORO SU MATERIALE DARSENA COMMERCIALE |
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Dalle Province
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Lunedì 16 Gennaio 2012 12:39 |
Pescara - Sarà l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) a dire nei prossimi giorni se le procedure utilizzate per le analisi del materiale del porto di Pescara sono idonee o meno. Un giudizio in tal senso sarà espresso dall’Istituto sia nei confronti dell’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) che nei confronti del laboratorio della provincia di Brescia incaricato dalla Procura della Repubblica dell’Aquila. Per l’Arta il materiale della darsena commerciale può essere versato a mare, una volta dragato, mentre per il consulente della Procura si tratta di materiale contaminato da Ddt e Naftalene e il versamento a mare non è possibile e proprio per questo si è arrivati al sequestro della draga Gino Cucco. Il commissario del dragaggio Guerino Testa ha quindi chiesto l’intervento dell’Ispra e oggi, a seguito di un incontro tecnico presieduto dal prefetto Vincenzo D’Antuono, l’Istituto si è subito messo al lavoro.
Sono due i passaggi da seguire. Come prima cosa, già da oggi, l’Ispra esaminerà sia la metodologia seguita dall’Arta sia quella seguita dal consulente della Procura. Al termine di questi accertamenti si capirà quale delle due è idonea e un responso è atteso per mercoledì della prossima settimana. Nel caso in cui entrambe dovessero risultare idonee si procederà ad un secondo step. L’Ispra fornirà sia all’Arta che al consulente della Procura un “campione cieco” (di cui solo l’’Ispra conosce il contenuto) da analizzare con la stessa procedura usata per il materiale di dragaggio e in base al risultato fornito l’Ispra sarà in grado di chiarire quale dei due soggetti utilizza la metodologia idonea allo scopo.
“Entro 15 giorni – commenta Testa – saremo in grado di chiarire tutti i dubbi e di dare risposte alla marineria e agli operatori del porto di Pescara, ormai stremati da questa situazione. Chiedo a tutti di avere ancora un po’ di pazienza e anche di essere ottimisti perché il dragaggio potrebbe riprendere esattamente con la stessa procedura intrapresa il 12 dicembre scorso, poi bloccata dalla magistratura. Se così non dovesse essere seguiremo un iter diverso. Di certo non mi fermo qui, essendo stato nominato per effettuare il dragaggio del porto di Pescara. Sono certo che tutti vorranno remare nella stessa direzione, per risolvere un problema che non interessa solo alcune categorie ma ha molti risvolti problematici. Ringrazio la marineria per l’atteggiamento di comprensione e per il senso di responsabilità e spero che insieme usciremo dall’impasse”.
All’incontro di oggi hanno partecipato, insieme a Testa e al prefetto, il sindaco Luigi Albore Mascia, il comandante della Capitaneria di Porto Luciano Pozzolano, Massimo Gabellini, Fulvio Onorati e Maria Belli per l’Ispra, il Comandante di vascello Aurelio Caligiore per il Reparto marino ambientale, Mario Amicone per l’Arta Abruzzo e il capitano Florindo Basilico per i carabinieri del Noe, insieme a Rup Ucci e aiuto Rup Taraborelli. (ASTRA)
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