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SULMONA, AL VIA LA X EDIZIONE DI “FREEDOM TRAIL” |
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CULTURA&SOCIETA'
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Scritto da Marco Malvestuto
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Venerdì 23 Aprile 2010 22:29 |
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È partita stamane da Sulmona la decima edizione del “Freedom Trail”, la ormai consueta marcia organizzata ogni anno dal Liceo scientifico “Enrico Fermi” di Sulmona che ripercorre, in occasione dell’anniversario della Liberazione del 25 aprile, il percorso fatto dai prigionieri e i partigiani a cavallo della Majella durante l’occupazione nazista. La marcia si concluderà domenica con l’arrivo a Sulmona e la commemorazione in piazza Garibaldi. La marcia del “sentiero della libertà”, nata nel 2001 per iniziativa dell’istituto “Fermi” e dell’équipe di docenti del Laboratorio Distrettuale di Storia di Sulmona e Castel di Sangro, ha lo scopo di commemorare il percorso che portava partigiani, prigionieri di guerra (in particolare quelli del campo di prigionia n. 78 di Fonte d'Amore) e antifascisti verso la parte già liberata dagli Alleati. L’itinerario della marcia prevede come tappe i paesi di Campo di Giove, Taranta Peligna e Casoli, dove fu costituito l’unica banda partigiana in Abruzzo ad essere aggregata nell’esercito regolare alleato: la “Brigata Majella”, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare nel 1962. Fra i tanti che percorsero questi sentieri, vi fu anche l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che il 17 maggio 2001 inaugurò proprio la manifestazione. Il clou della manifestazione ci sarà domenica 25 aprile, quando, dopo la partenza da Campo di Giove, si arriverà alle 16 a Sulmona, dove i partecipanti sfileranno lungo il corso, assieme ai figuranti della giostra cavalleresca, per poi fare tappa al monumento ai caduti e, infine, in piazza Garibaldi, dove si alterneranno interventi delle autorità e dei responsabili. Al termine ci sarà la cena di commiato con spettacoli musicali. Sono 450 gli iscritti all’edizione 2010, di cui 70 sono alunni del “Fermi”, ai quali si aggiungono gli studenti provenienti dai licei di Roma e di Cuneo, oltre a diversi partecipanti provenienti da tutta Italia. “L’evento resta centrale nel nostro liceo – ha detto il preside dell’istituto, Massimo Di Paolo, durante la conferenza stampa di presentazione – per creare il dibattito sul rispetto della democrazia e delle istituzioni, per l’arricchimento formativo degli alunni. Per questo auspichiamo il forte coinvolgimento delle istituzioni e dell’associazionismo locale. Le scuole cittadine contribuiscono alla rinascita della città”. Il presidente dell’associazione “Sentiero della libertà”, Mario Setta, ha invece rivolto il suo pensiero ai caduti abruzzesi della Resistenza, affermando: “Sono 55 i morti della Brigata dal ‘43 al ’45, per questo ci fermeremo al santuario (in onore della Brigata Majella, ndr) di Taranta Peligna”.
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LORENZO ACETO: L’OCCHIO PESCARESE E LA MANO INTERNAZIONALE |
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CULTURA&SOCIETA'
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Scritto da Silvia Martelli
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Venerdì 23 Aprile 2010 22:04 |
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Lorenzo, nato a Pescara nel 1985, ci mostra le foto scattate in Lituania, dove ha frequentato l’Accademia d’Arte per un inverno; ci parla di un crocevia di stili, di storie e di sperimentazione ai confini dell’Europa. Ora è di nuovo a Pescara, con tanti nuovi progetti e una personale da organizzare a giugno alla Galleria di Cesare Manzo. “La mia passione per l'arte è nata quando avevo all'incirca 16 anni; frequentando l'istituto d'arte, guardavo i lavori degli studenti più grandi e più talentuosi, ne provavo una profonda e sana invidia, cercavo di imitarli. Poi studiando storia dell'arte ho incominciato ad avere i primi idoli del passato. La mia prima passione l’ho avuta nei confronti degli impressionisti: ne ero letteralmente innamorato tanto che stavo ore e ore al giorno cercando di imitarne le tecniche guardando le foto da un libro. Infatti la prima mostra importante che ho visto è stata proprio su Alfred Sisley, uno dei protagonisti di questo movimento.”
Gli chiediamo qual è la sua maggiore fonte di ispirazione e come nasce in lui l’opera d’arte. “Sono le immagini che arrivano dalla mia immaginazione, non mi servo mai di foto o di cose esistenti, mi piace cominciare un dipinto, un disegno senza sapere dove vado a finire, pur sapendo quando dovrò fermarmi. Quando dipingo non provo sempre le stesse sensazioni, a volte posso arrivare a disegnare solo perché mi sto annoiando e spesso poi da quella noia piatta scaturiscono dei segni che mi rispondono, che mi smuovono, e allora continuo sempre più convinto e preso da quello che sto facendo. Si potrebbe definirlo una sorta di viaggio parallelo alla realtà se vogliamo; quando dipingo o disegno mi sento libero come un bambino, ma sempre con una tensione costante. A volte provo una frenetica irritazione quando dipingo perché ciò che sto facendo non mi piace, a volte sono euforico perché sta venendo bene e allora mi devo calmare altrimenti con un eccesso potrei rovinare tutto. Altre volte mi spavento per le figure che creo perché hanno un alone di violenza; diciamo che sono soggetto a sbalzi di umore quando dipingo.”
Lorenzo ci parla poi degli artisti che lo hanno maggiormente influenzato. “Sono molti, moltissimi; i miei più cari sono Piero Manai, David Lynch e Cy Twombly, parlando di quelli più recenti. Questi tre artisti, pur essendo completamente diversi, hanno una cosa in comune che io ammiro molto: il loro approccio nel creare è straordinariamente autentico e sincero.”
Lorenzo ha qualche progetto per il futuro “Spero di poter vivere della mia arte e di poter finire i miei studi fuori dall'Italia, magari a Tallinn; ho incominciato ad avvicinarmi al mondo dell'animazione in questi ultimi tempi e spero che dall'animazione, perché no, potrei andare a finire nel cinema, altra mia grande passione di sempre. Non so se si lavora meglio all'estero, dipende anche dal proprio carattere e cosa si cerca; io credo che attualmente l'Italia non offra molte possibilità agli artisti, quindi provare altre realtà penso sia comunque vantaggioso. Lorenzo Aceto non è molto loquace, se non si parla di arte; da poco ha preso un piccolo studio alla periferia di Pescara per creare in santa pace. Non fa mai riferimento ai premi che ha preso, alle personali che ha organizzato: si parla di grafite, animazioni, fotografie, birra e sigarette fino a tarda notte. Ma tornerà allo scoperto per la prossima mostra nella nostra città.
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LA LUCE AMERICANA DI PASCAL D’ANGELO |
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CULTURA&SOCIETA'
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Scritto da Tino Da
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Martedì 20 Aprile 2010 00:00 |
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Il Museo Cascella di Pescara dedica al suo illustre conterraneo una giornata della XII Settimana nazionale della Cultura.
Sarà Pascal D’Angelo il fiore all’occhiello delle iniziative realizzate dal Museo Basilio Cascella di Pescara nell’ambito della XII edizione della Settimana nazionale della cultura. Il contenitore voluto dal Ministero dei Beni Culturali propone ogni anno una serie di eventi all’interno dei luoghi culturali della Penisola, eventi che spaziano dall’arte alla narrativa, dai convegni alla proiezione di audiovisivi e pellicole cinematografiche. Il Museo Cascella di Pescara, depositaria di più di 500 opere appartenenti a una feconda dinastia artistica italiana, ha scelto di dedicare la settimana della cultura all’arte dei versi, offrendo ai visitatori vari appuntamenti incentrati sulla poesia e sulla interpretazione di questa particolare forma di scrittura.
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CULTURA&SOCIETA'
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Sabato 13 Marzo 2010 16:16 |
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Fabio Ciminiera sbarca sulla radio. Il musicologo e giornalista pescarese sarà infatti ospite oggi pomeriggio di EtnoBazar, trasmissione condotta da Giuseppe Signorelli su Radio Capodistria, per presentare il suo ultimo libro “Le rotte della musica”. La trasmissione sarà in onda anche sul web, all’indirizzo www.radiocapodistria.net. Nel suo libro, Ciminiera traccia un affresco panoramico sulla musica e i suoni del Mediterraneo, descritto attraverso la testimonianza di ottanta musicisti, operatori e fotografi che operano nelle diverse sponde del Mediterraneo. Nel libro sono trattati i più svariati generi musicali, dalle figure storiche del jazz europeo, come Franco Cerri, Gegé Munari, Daniel Humair e Toots Thielemans, a musicisti attivi nelle musiche delle diverse tradizioni, ma aperti alle suggestioni dell'incontro e della musica di improvvisazione come Akim El Sikameya, Abaji e Damir Imamovic. E, ancora, le tante visioni del jazz e della musica popolare e le loro continue evoluzioni nel corso degli ultimi cinquant'anni. Senza dimenticare, infine, gli aspetti organizzativi della musica, colti nelle parole di direttori artistici e operatori culturali dell'area. Interessante anche lo stile di scrittura utilizzato da Ciminiera nel suo libro: a parlare sono gli intervistati, ma in modo tale da costituire un continuum narrativo fra le loro testimonianze, in una sorta di excursus molto piacevole anche dal punto di vista letterario. Il libro è stato pubblicato da Ianieri Edizioni ed è illustrato dalle fotografie di Andrea Buccella. “Le rotte della musica” è presente anche su myspace: www.myspace.com/lerottedellamusica.
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