Caramanico Terme

Corso  Gaetano  Bernardi
Telefono / Fax: 085.9290202
www.comunecaramanicoterme.it
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Sindaco: Mario Mazzocca



Caramanico  Terme (613 m s.l.m.) è un comune della Provincia di Pescara.  Situato alle falde del massiccio della Majella, il suo territorio si  estende tra le valli del fiume Orta e del suo affluente Orfento. Dista  50 km dal capoluogo di Provincia e 36 km dalla citta' di Chieti, ca 200  km da Roma. Si raggiunge percorrendo la A25 Pescara-Roma uscita  Alanno-Scafa, e seguendo lungo la SS 487 le indicazioni per Caramanico  Terme.

Terme
Il paese è  sede dello stabilimento termale "Terme di Caramanico" convenzionato con  il servizio sanitario nazionale, in cui sono erogate cure inalatorie,  fanghi, e terapie idropiniche. L'attivita' termale-turistica rappresenta  la principale attrattiva del paese, ed è arricchita da un sostenuto  programma di eventi e manifestazioni. È presente un Hotel Terme "La  resèrve".


Associazioni
Croce rossa  italiana, Volontari del Soccorso, gruppo di Caramanico Terme
Accademia musicale "Marino da Caramanico"
Confraternita  "Monte dei Morti"

stemma_caramanico_terme

Storia

La presenza  di insediamenti umani sul territorio risale al paleolitico, come  attestano numerosi ritrovamenti nella valle giumentina: amigdale, frecce  e altri utensili. Gli insediamenti, in epoche successive, si spostano  nel fondo valle, nella piana dei Luchi, dove troviamo tracce di un  insediamento italico continuato poi fino in eta' tardo antica e  medioevale: ex voto, monili, eremicelestiniani intitolati a S.  Bartolomeo, S. Giovanni e al S.to Spirito, spesso frutto della  riconversione paleocristiana di piccoli luoghi di culto dedicati  all'eroe Ercole. Il nucleo attuale deve essersi sviluppato durante le  invasioni barbariche, come dimostra l'origine probabilmente longobarda  del nome. Negli archivi della diocesi teatina (oggi Chieti-Vasto)  troviamo traccia della pieve di Santa Maria intorno all'anno mille,  mentre dagli stessi compare, nel XIII secolo, menzione della chiesa di  San Tommaso. Risale al 1476 la realizzazione del portale dell'abbazia di  Santa Maria (oggi Santa Maria Maggiore, vedi Chiese). Nel Chronicon  Casauriense compare la dicitura "acque putride", primo riferimento alla  presenza di acque sulfuree nella zona. La storia di Caramanico segue,  poi, le vicende del Regno delle due Sicilie, come feudo della famiglia  D'Aquino. Subisce ingenti danni nel terremoto del 1706. Agli anni  successivi risale la costruzione dei palazzi storici. A sottolineare  l'importanza assunta nel corso dei secoli, la nomina a viceré-capitan  generale di Francesco D'Aquino principe di Caramanico (1786-1794) al  tempo di Ferdinando I delle due Sicilie (III di Napoli, 1759-1816). È  del 1901 la costruzione dello stabilimento termale. Durante il ventennio  fascista viene decisa la demolizione del castello, danneggiato dal  terremoto, di cui oggi restano solo i basamenti. Durante la Seconda  guerra mondiale il paese viene a trovarsi dalla parte tedesca della  Gustav Linie, uno dei fronti su cui si fronteggiarono i due  schieramenti, e assiste a drammatiche vicende. Dal 1960 prende il nome  di Caramanico Terme e comincia il rapido sviluppo turistico che vedra'  la costruzione di nuovi quartieri residenziali e alberghi tra il centro  storico e la frazione di Santa Croce, che oggi è perfettamente integrata  con il resto del paese.



Origine del nome

Le origini  del nome vengono individuate, secondo la tradizione nel "Chronicon  Casauriense", intorno al X secolo, a Caro, un monaco francese  dell'abbazia casauriense, consanguineo dell'imperatore Ludovico II; onde  da Caro Monaco, Caramanico. Al di la' delle leggende, l'origine viene  collegata al longobardo Arimannia, insediamento di soldati a carattere  strategico (nome ipotetico latinizzato Harimannicum).

Cittadini illustri

Silvino Olivieri, (Caramanico, 1827-Bahia Blanca, Argentina, 1856),  patriota al seguito di Giuseppe Garibaldi.
Nicola D'Antino, (Caramanico T.,1880 - Roma 1966), scultore. Allievo  di Francesco Paolo Michetti, nel Cenacolo del Convento di Francavilla al  Mare incontrò Francesco Paolo Tosti e Basilio Cascella. Autore della  statua della fontana luminosa di L'Aquila e della Statua della Vergine  Assunta venerata in Caramanico Terme.
Marino da Caramanico, (XIII  secolo), giurista. Dopo gli studi di diritto canonico compiuti a  Sulmona, si perfezionò a Bologna. In seguito si trasferì a Napoli al  servizio di Carlo I d'Angiò. Fu tra i fondatori della teoria dello Stato  svincolato dall'autorita' imperiale, celebre la definizione del Regno  come una universitas autonoma.
Andrea  Pastore (1947) senatore della Repubblica nelle legistrature  XIII, XIV, XV nelle file  di Forza Italia.

Ambiente

Il paese è  situato nel tipico ambiente appenninico. Altimetricamente si sviluppa  passando dalla macchia mediterranea fino a 700 m, passando al bosco  misto 800 m, alla faggeta 1500 m, fino all'ambiente, detto lunare, dei  pianori culminali della Majella. Il territorio comunale è completamente  inserito nel Parco Nazionale della Majella, inoltre insiste la riserva  naturale Valle dell'Orfento, istituita prima del Parco. Il nucleo  storico del paese è situato sulla confluenza dei fiumi Orta e Orfento,  le cui valli caratterizzano l'intero territorio. La valle dell'Orfento,  una delle prime aree protette d'Abruzzo, è percorsa da numerosi sentieri  escursionistici per tutta la sua lunghezza, eccezion fatta per la  sommita', dove dalla cascata della Sfischia il corso d'acqua ha origine:  quest'area è una riserva integrale assolutamente incontaminata dalla  presenza umana. La flora è un perfetto esempio di biodiversita', oltre  duemila le specie botaniche, tra cui numerose varieta' rare di orchidea,  la genziana e la stella alpina appenninica, il pino mugo. La fauna  locale annovera numerose specie protette o coinvolte in azioni di  reinserimento: cinghiale, volpe, lepre, cervo, lupo, aquila reale,  camoscio, orso bruno marsicano, lontra, trota fario.

Tradizione e folclore

Il panorama  delle tradizioni locali segue il doppio profilo temporale delle  stagioni, legato al primario settore dell'agricoltura e  dell'allevamento, e del calendario liturgico cattolico, anche questo  collegato ai cicli naturali attraverso devozioni, protezioni e  benedizioni. Così anche le usanze sono legate ai fenomeni atmosferici e a  momenti della vita nei campi. Presenza costante è quella degli elementi  Acqua e Fuoco, in tutte le loro accezioni di carattere soprannaturale e  religioso.


Sant'Antonio abate
17 gennaio,  Sant'Antonio abate: benedizione degli animali da fattoria di cui il  Santo è protettore (negli ultimi anni anche delle automobili nuove).  Inoltre, come in molti paesi limitrofi, avviene la rappresentazione  della vita del Santo eremita. La sua scelta di vita nel deserto, la  tentazione da parte dei diavoli, rossi e neri,e della donzella,  interpretata da un uomo come nel teatro elisabettiano e particolare  elemento buffo. Infine l'arrivo risolutore dell'angelo, dal  caratteristico cappello conico, tipico delle figure con contatti  soprannaturali come fate e streghe. Nel finale, attraverso la spada,  elemento simbolico mutuato dalla devozione all'Arcangelo  Michele,l'angelo aiuta il Santo a sconfiggere il male e tornare alla sua  vita di preghiera. Sempre presente al termine della rappresentazione la  questua, richiesta di offerte... in vino e salsicce per i figuranti. Il  gruppo locale ha vinto la competizione del campanello d'argento,  riconoscimento alla migliore rievocazione abruzzese.


Settimana Santa
Giovedì santo: Durante la Messa in Coena Domini il parroco lava i  piedi di dodici confratelli della Confraternita del Monte dei morti  eletti tramite sorteggio come discepoli. Al seguito del parroco, o  privatamente, i fedeli visitano le chiese dove sono allestiti gli altari  della riposizione, detti sepolcri, la cui origine viene ricondotta al  rito pagano dei giardini di Venere. Durante la notte ha luogo il rito  dei tamurri: un gruppo di uomini percorre il paese suonando un tamburo  di pelle d'asino scordata e un flauto, a ricordo della Vergine che cerca  Gesù, mentre i soldati giungono ad arrestarlo, questo rito rappresenta  ad oggi un unicuum del panorama antropologico culturale italiano.
Venerdì santo
Pasqua


San Giovanni Battista
24 giugno, San Giovanni Battista


Santa Maria Assunta
1º agosto,  Favoni: al mattino lo sparo di mortaletti, le botte scure,  annunciano l'apertura della festa patronale. All'imbrunire le campane  della Chiesa di Santa Maria Maggiore, dov'è la cappella dell'Assunta  suonano a festa: è il segnale che da' il via, in tutta la vallata,  all'accensione dei Favoni, grandi fuochi rituali. All'originario  significato della vittoria sulle tenebre, il giorno viene protratto  dall'uomo, e al ruolo propiziatorio per il raccolto del grano, si  sostituisce la devozione e il ringraziamento all'Assunta protettrice.  Alla competizione tra i vari gruppi per avere il fuoco più vistoso, si  aggiunge la festa con piatti tipici e musica di dù botte, una piccola  fisarmonica abruzzese.
14 agosto:  Palmentieri: sfilata in costume. Le donne portano lungo il corso  principale del paese i palmentieri: particolari cesti con intelaiature  in vimini su cui vengono cucite le pizzelle,il dolce tradizionale. I  palmentieri sono doni della comunita' alla protettrice, il ricavato della  loro vendita andra' in offerta per la festa patronale. In altri paesi  limitrofi il palmentiero è costituito da rami, la palma, a cui sono  appesi i doni dolci e salati, a Caramanico la forma si è evoluta nella  complicata struttura conica dei palmentieri attuali, che conservano del  passato solo un ramoscello posto sulla sommita'.
15 agosto, festa solenne di Santa Maria Assunta in  cielo, patrona del paese.
16 agosto, festa di San Rocco: chiusura  dei festeggiamenti, a mezzanotte, con il ballo della pupa, una figura  femminile di carta pesta, che ospita al suo interno un ballerino  particolare... la pupa, infatti è ricoperta di fuochi d'artificio che  esplodono durante la danza, sulle note della fisarmonica.

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Rassegna Stampa

 

 

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